Una parte del mio tutto

Oggi il mio nome è Wohinalthea. Manterrò il mio perchè non ho necessità di intruffolarmi in un personaggio, o in un fatto, o stato d’animo, di un libro di cui vorrei parlare. Oggi mi limiterò a fare lo spettatore, di un capolavoro che non esito a raccontare.

Ho concluso il libro di Toltz, “Una parte del Tutto”, e una parte del mio tutto pensa con malinconia alla morte di Martin Dean e alla fine della compagnia con cui lui e il figlio mi hanno allietata.

Partire da Imola ogni giorno per recarmi al lavoro, al pensiero di trascorrere qualche mezz’ora con quei due pazzi mi ha regalato momenti spensierati, fuori dalla noiosa e ripetitiva realtà del mio pendolarismo.

In certi momenti ho odiato Martin, e Jasper mi ha fatto pena, soprattutto nelle vesti di Kasper.
Anouk una squilibrata, come ne ho conosciute, ma simpatica nelle sue fisse filosofiche e di vita, ma non più di Martin e Jasper, riflesso, per auto- e non-convincimento, di suo padre.

Una lettura che ha dell’incredibile, dove l’artificio letterario e logistico finisce per sembrare del tutto reale, per inerzia. Tutto si rivela inaspettato, un imprevisto sorprendente e grottesco, quasi routinario.
E se trovi incredibile che una donna per pura follia lucida decida di suicidarsi facendosi esplodere su un battello per mano della mafia araba, in mille pezzi, anatomicamente descritti e spappolati, agli occhi del compagno amato/odiato, dall’altra cominci ad accettare, come del tutto normale, la prassi di spalmarsi una crema fatta di grasso di mento di vedova per sconfiggere il cancro.

Steve Toltz ti porta in un mondo parallelo che parla in modo più che sincero, riflessivo e “di pancia” di un mondo assolutamente reale ma nascosto in ognuno di noi.; dell’esistenza interiore e degli atteggiamenti cronici dell’essere umano.
In poco più di 600 pagine sa sorprenderti con il racconto di esistenze davvero improbabili ma descritte come un racconto-reality per mano dei protagonisti, alternando diari e racconti, sfoghi e segreti rubati, talmente avvincenti e sorprendenti che non puoi che prenderli per veri, fermarti a criticarli, rifletterci, schifarli e sghignazzare ad alta voce come se ci stessi scherzando di persona, come se facessi parte del loro tutto. Perchè in fondo tocca anche il tuo. Frasi d’effetto, descrizioni di poche righe, su temi leggeri e pesantissimi, metafore senza metafora, veritiere, anatomiche. Descrizioni che arrivavano al profondo dell’animo umano come fossero massime sovraumane, svelate da esseri superiori che controllano le leggi del mondo, dirette.

Nè citerò alcuni esempi per arrivare a chi non l’ha ancora letto ma ha voglia di incuriosirsene e farne parte:

sull’amore; sconsolata rassegnazione ad un dato di fatto che spesso si presenta:

“Credo che il suo amore per me non abbia niente a che fare con me, tranne la vicinanza: posto sbagliato, momento sbagliato. Mi ama come un affamato ama qualunque sbobba gli propini: non è un complimento alla cuoca ma la prova che muore di fame. In questa analogia io sarei la sbobba.”

e ancora

“Mi resi improvvisamente conto che i romantici sono dei coglioni. L’amore non corrisposto non è nè bello nè interessante. Per me è una merda, una merda e basta. Amare qualcuno che non ti ricambia sarà emozionante sui libri, ma nella vita è una gran rottura. Sai invece cos’è emozionante? Le notti torride, appassionate. Ma starsene seduti sulla veranda di una che dorme e non ti sogna è una perdita di tempo e una gran tristezza.”

sulla corporeità, fredde, crude, delicate e poetiche descrizioni:

“Era chiaro che il corpo in cui abitava stava rapidamente diventando inabitabile.”

e ancora

“Dormi profondamente come un bellissimo cadavere il tuo volto pallido e spettrale stranamente posato sul cuscino come uno spicchio di luna”.

e l’amore incompreso di un padre che non credeva di amare il figlio, i tentativi di un genio nel suo mondo di sola confusione, un “solitario storpio d’amore”:

“Ti insegnerò a decifrare ogni espressione confusa chiudendo gli occhi e a rabbrividire quando senti dire <la tua generazione>. Ti insegnerò a non demonizzare i nemici a renderti indigesto quando le orde verranno a divorarti. Ti insegnerò a urlare a bocca chiusa e a rubare la felicità e che l’unica vera gioia sono le canzoni cantate a squarciagola e le donne nude e ti insegnerò a non mangiare mai in un ristorante vuoto e a non lasciare aperte le finestre del tuo cuore quando promette pioggia e che tutti hanno il moncherino di qualcosa di necessario che è stato amputato. Ti insegnerò a capire cosa manca”.

ed infine tante verità. ne elencherò solo alcune per non togliervi il piacere della lettura:

“Quando sei ossessionato dal tuo aspetto ti accorgi che il cosmo è pieno di superfici riflettenti.”

e ancora

” … i propositi per il nuovo anno equivalgono a confessare di aver sempre saputo che la colpa della nostra infelicità è nostra e non degli altri.”

e quante risate con il Manuale del Crimine, la prima guida per delinquenti con uno scopo seriamente illegale, il testamento di un malvivente passato in secondo piano.

Porto nel cuore il mio viaggio nel viaggio; l’avventura con Martin, Jasper, Terry, Anouk e tanti altri.
Buona lettura insomma!

2 thoughts on “Una parte del mio tutto

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