Mme Bonheur dispersa a Parigi

Cari follower del dollcrossing!

Vi ricordate di Madame Bonheur?! doveva andare a parigi per incontrare il suo nuovo proprietario.
Beh, l’ho lasciata esattamente nel posto che avevo individuato prima di partire, la libreria Shakespeare & Co., ma sfortunatamente è scomparsa senza lasciare traccia … :-(

dollcrossing_at_shakespeare&co

Sono molto dispiaciuta in quanto, a dire la verità, nutrivo grosse speranze per questo secondo tentativo. e poi ero anche molto orgogliosa di come mi era venuta la bambola, soprattutto per il suo abito, molto parigino!

Ma la speranza è l’ultima a morire, e sono ancora in attesa di qualcosa ;-P
Aggiungo al post alcune sue foto durante la vacanza a Parigi, e incrociamo le dita!

Con NOTRE DAME sullo sfondo:

dollcrossing_paris

con un amico bassotto conosciuto al mercato delle pulci di DE SAINT-OUEN:

dollcrossing

Aspettiamo ancora un po’, del resto l’ultima volta Mrs Tea Potter aveva fatto avere sue notizie più di un mese dopo dal suo abbandono a Vienna.
Dovesse non funzionare, scriverò un post costruttivo dove vi inviterò ad interagire al fine di individuare le ragioni per cui questo progetto non ha entusiasmato i passanti!

Annunci

Pink muffins, esperimenti cromatici

pink muffin receipt
Quando una ricetta diventa routine, ma riscontra sempre un acclamato successo, perchè cambiare? basta cambiarne il colore!
Oggi vi presento un esperimento carino fatto ieri.

Già altre volte, come si può vedere dalla ricerca all’interno del mio blog, mi sono dilettata nel sfornare muffins. Al cioccolato e non.
Ieri invece ho ripreso una ricetta deliziosa, Muffin mela e cannella, arricchiti di cioccolato, con una variazione … un tocco di rosa!

Di seguito potete trovare la ricetta con le aggiunte necessarie; per quanto riguarda il colore invece, ho dimenticato di indicare come fare. Basta aggiungere all’impasto due cucchiai di colorante alimentare rosso per dolci. Io utilizzo quello della F.lli Rebecchi Valtrebbia … penso che qualsiasi possa andar bene, pur che sia liquido.

ricetta_muffin_rosa
Prima di infornarli l’impasto è evidentemente molto rosa, mentre appena usciti dal forno la cima diventa dorata ed inevitabilmente acquista una colorazione marroncina. Se non piace, si possono spolverare con dello zucchero a velo.


Ma la sorpresa sta all’interno!!!
ricetta_muffin_rosa
Per farne un pochino di più basta raddoppiare le dosi.
Ultimo consiglio; utilizzate il cioccolato fondente Zaini; due tocchi sono sufficienti.

Nel web ho trovato altre idee carine.

Insomma, sul web le varianti tra muffin e cupcakes sono infinite.
Basta una ricerca su google immagini per rifarsi gli occhi!
muffin_cupcakes_pink
ma per chi diffida dell’apparenza, posso garantire che la mia ricetta più che bella è buonissima!!


Nel caos dei miei acquisti smodati

Non sono riuscita a dare un titolo pertinente a questo blog post, cozzaglia di acquisti e review.
Ho deciso quindi di presentarvi alcuni dei prodotti comprati un paio di mesi fa, comprese le mie impressioni dopo averli testati.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Flowe Bomb by Viktor&Rolf

questo è il profumo che utilizzo, quasi unicamente, da almeno due anni.
La fragranza è dolce ma allo stesso tempo non stucchevole. Per niente scontata, ha solo un difetto … non dura a lungo sulla pelle, mentre sugli abiti un po’ di più. Ma per chi ne è assuefatto, come me, è facile non avvertirne più il profumo già dopo qualche ora.
Il costo non è per niente modico perchè la confezione più grande da 100 ml costa circa 120€.

Dior Addict Lipstick – 465 singulière

Molto particolare ed estivo, è un rosa che si presenta inizialmente lucido e man mano che svanisce lascia un effetto rosato e vellutato sulle labbra. La tenuta non è eccellente, ma l’effetto iniziale è brillante e gradevole.
La confezione, molto elegante, contiente poco stick ed è facile esaurirlo in pochi mesi. Non so voi, ma di solito io non riesco ad arrivare alla fine dei rossetti, mentre in questo caso ci sono quasi. Prezzo 25€

Smalti: Yves Saint Laurent n°19 e Valentina n° 29

Il primo ha una colorazione meravigliosa, squillante e decisa, allo stesso tempo fine e facile da abbinare; tenuta scarsa se non si fanno più passate. L’applicazione è ottima perchè liquido al punto giusto e il pennello consente tratti molto precisi. Il costo non riesco ad indicarlo perchè l’ho comprato in offerta …

Il secondo è di una marca che non conoscevo, ma che mi ha piacevolmente sorpresa per la durata sulle unghie! quasi due settimane integro! la colorazione è di qualche gradazione più chiara del famoso particulaire di chanel; perfetto per l’estate.

Blush Clinique n° 110 Precious Posy

Di color rosa pesca, poco shimmer, si adatta molto bene alle pelli chiare e rosate.
La tenuta è buona e l’applicazione è molto facile anche per chi non è proprio pratica di make-up perchè il pennello (già all’interno) con setole vere, ed estremamente morbide, consente di evitare quel brutto effetto mascherone che di solito capita di fare nella stesura del blush. Ho trovato parecchie recensioni a riguardo, e mi sembrano per lo più buone. Il prezzo è altino, in profumeria l’ho pagato circa 27€, su internet si trova comunque a meno.
Last but not least, la confezione!! molto sobria ed elegante è trasparente con coperchio a specchio. Anche quello all’interno è altrettanto bello e spazioso, quindi funzionale.

Ombretto Dior n° 53 Graphic Grey

per presentarvi il Graphic Grey, ombretto dalla stesura eccezionale, un solo colore, di Dior vi embeddo un video tutorial che ho fatto qualche tempo fa su come realizzare uno Smoky eye molto fine e chiaro con, appunto questo ombretto. Rivedendomi mi sembro proprio impacciata, ma hope it helps!

Altre cosine

Come si può vedere dalla slide show, sempre qualche tempo fa ho trovato in un negozio vintage vicino al lavoro, un paio di orecchini francesi anni ’50 imitazione Chanel.
Poi ho fatto qualche acquisto da Pull & Bear, uno dei miei negozi preferiti per i vestitini, le borse e le scarpe!
Tra le altre cose, in un mercatino dell’antichità ho trovato due paia di guantini di pizzo di inizio ‘900. Per piccole manine minute; non gli ho saputo resistere. Non so davvero quando li utilizzerò, magari  per un thè con la mia amica alla quale ne ho regalati un paio; quelli color thè, appunto, un po’ più spartani e meno fini dei primi; per lei perfetti.
Non sono riuscita a mettere ancora tutto, anche perchè in questi mesi, e con i saldi, ho davvero speso una fortuna, ma con molta soddisfazione!

Kaiten Sushi, la rovina degli ingordi (solo in termini di stipsi!)

ristorante giapponese kaiten sushi imola

Qualche anno fa, da ragazzina, mi sono dedicata per due estati ad un lavoretto stagionale alquanto alienante; la cernita della frutta.
Nella mia regione d’estate si raccolgono e si preparano le pesche, lisce, e le più temute, con il pelo … quello che se ti tocchi in viso rischi l’orticaria!

Quintali di pesche mi giravano attorno come in un film alienante  dei primi novecento sulla catena di montaggio. Pesche a spasso come passeggeri in un grande Terminal, lentamente trasportate da interminabili nastri trasportatori.

Questo il primo flash back non appena varco la porta di un ristorante giapponese dove si pratica Kaiten Sushi!
Allegri e colorati piattini, con pochi o addirittura singoli pezzettini di sushi si rincorrono lungo il nastro, e i commensali, che si trovano nelle vicinanze, attingono dal nastro trasportatore, dando sfogo alla peggior ingordigia!

Dimenticavo di dire il perchè.
In Giappone ho letto che ciascun piattino può avere un prezzo differente.
Come si può vedere in questo video che ho trovato su youtube, i piattini in Giappone sono estremamente ricchi rispetto ai nostri.

La versione italianizzata del Kaiten sushi prevede per lo più che a prezzo fisso si possa mangiare tutto, all’infinito sino a scoppiare.
Questo uno dei pochi pro, a mio avviso, di questo tipo di ristorazione.

Infatti numerosi sono gli aspetti fastidiosi, anche se simpatici da raccontare (niente di grave ovviamente) che mi sento di elencare!:

  1. il nastro trasportatore può far venire giramenti di testa;
  2. i commensali tendono a fissare i piattini in arrivo, penalizzando la convivialità;
  3. si ha un senso continuo di insoddisfazione, perchè ciascun piattino può contare anche solo un nighiri;
  4. si tende a sviluppare sentimenti di risentimento verso colui che prima di te agguanta il piattino in arrivo che già avevi avvistato da un po’; questo succede soprattutto se i piattini intervallano sushi ad altre cose e lunghi spazi vuoti. Per cui l’attesa può diventare davvero snervante!
  5. la pila di piattini che si crea per saziarti è imbarazzante, e soprattutto se si pranza in solitudine, i passanti (questo succede soprattutto negli open space dei centri commerciali) tendono ad osservarti stupiti e quasi con sdegno!

Quest’ultimo punto è quello che mi capita spesso e che mi è successo anche di recente, quando sono stata  a pranzo da KIKKO, nel centro commerciale vicino casa, lo scorso mercoledì.
Ero sola, ma non ho resistito a farmi intrattenere da tutti quei dischetti colorati!
La cosa carina è che questo è il modo di pranzare in solitudine meno noioso. Non hai il tempo di fissare il vuoto, devi perscare la pietanza che ti piace di più, un po’ come quando da piccoli al luna park si giocava alla giostrina delle ranocchie, in cui le dovevi far abboccare e pescare!

kaiten_sushi_nastro_trasportatore_ristorante_giapponese
L’importante è non sviluppare l’ansia da rullo!
Per il resto, nel mio caso la qualità era buona. Non solo sushi, ma anche cibi caldi, così come dolci e frutta.
Il prezzo a pranzo è di 15€ per la formula Kaiten.
Nel mio caso, arrivata a 25 piattini, il risparmio è stato notevole! Quindi, come già evidenziato a caratteri cubitali nel titolo del post, ad una evitata rovina economica, si presenteranno poi conseguenti disturbi da ingerimento di dosi eccessive di riso. Tutti conosciamo gli effetti!
Per quanto riguarda l’alienazione, potrebbe anche essere riconducibile al mio trauma adolescenziale di lavoretto estivo, pertanto non prendetemi troppo sul serio!

Nota bene: questo è un post a carattere umoristico, non vuole penalizzare la ristorazione giapponese, che per altro ora sta avendo anche molte difficoltà dovute alle tragedie che stanno mettendo in ginocchio il Giappone.
Io adoro il sushi e la cultura giapponese, le reticenze verso il nastro trasportatore sono dovute solo ai comportamenti smodati che ne possono scaturire!!!

Che fine ha fatto Mrs Tea Potter?

dollcrossing
Era il lontano gennaio 2011,
nell’ancora non troppo temperata Vienna iniziava l’avventura di Mrs Tea Potter, una bambola di pannolenci con una grande missione: girare il mondo per mano di entusiasti possessori temporanei e portare giocosità in questo triste mondo fatto di pregiudizi ed egoismo.

L’avventura era iniziata meraviglisamente, con due sorelle, Astrid e Kathrin che l’avevano trovata al MuseumsQuartier di Vienna e le avevano fatto fare non pochi giri, alquanto di carattere nordico! chi ha seguito il blog del progetto Dollcrossing lo sa bene, chi ancora no, può farsi un’idea qui dollcrossing.wordpress.com .

Astrid poi, stando egregiamente al gioco, mi mandò le immagini di Mrs Tea Potter, indovinate dove?? a Toronto!

dollcrossing
Beh insomma, come primo tentativo la Signora Potter ne ha fatti di kilometri!
Seguendo la linea culturale, nel senso di culture diverse e luoghi di cultura, Astrid ha avuto l’idea geniale di concludere il suo mandato al Canon Theater di Toronto, dove in quei giorni era in scena Billy Elliot. Ed è li che l’abbiamo vista l’ultima volta, su di un telefono pubblico ad aspettare un nuovo proprietario che avesse voglia di giocare e portarla con se, per un po’, chi sa dove.

dollcrossing
Sono passati ormai una quarantina di giorni dall’ultimo avvistamento, e da allora di lei non si sa più nulla.

Sarà morta gettata come uno straccetto di pannolenci in un qualche bidone della spazzatura?
Sarà stata fatta a pezzettini divorata da qualche animale domestico?
Oppure sarà entrata a far parte dell’harem del direttore del teatro?

Certo non esiste un “chi l’ha visto?” per le bambole di pannolenci, e ad un certo punto bisogna farsene una ragione. Morta una bambola se ne fa un’altra! (sempre con rispetto nei confronti della Signora Potter)

E così ho già in mente il disegno della prossima doll che verrà lasciata … ahh dove ancora non ve lo dico! (anche se lo so già :-D) piccolo indizio: capitale europea che ha una storica libreria nella quale da sempre succedono cose …

Se il primo tentativo si è fermato in Canada, di certo il mio progetto DollCrossing non si fermerà, perchè l’idea è sana e mi fa sognare! qui trovate esattamente il BIO dell’operazione: About Dollcrossing.

Spero continuerete ad interessarvi di Dollcrossing e di queste avventure, e così magari, raggiunti un po’ di lettori, registrerò un dominio dedicato!!

altre Vivienne Westwood Anglomania e colori! non ho resistito!

Zoeva_nude_palette_matt

Questa che vedete è la palette di ombretti Nude Matt Zoeva

L’ho presa on-line sul sito www.zoeva-shop.de
La palette costa all’incirca 14€ e le spedizioni 7€, conviene organizzarsi fra amiche e fare un maxi ordine per ammortizzare le spese di spedizione 🙂

La qualità comunque è ottima e i colori molto caldi. Mi dispiace solo che la foto non gli faccia giustizia.
La polvere degli ombretti è molto friabile e morbida, per questo con due o tre passate rimane bene e visibile sulla palpebra. Il segreto è fare una base prima, a quel punto l’ombretto sarà veramente perfetto.

L’unica pecca che per ora ho riscontrato è che non ci sono variazioni di grigio, colore che solitamente utilizzo molto.
Per il resto sono bellissimi i beige, i color carne, i vari marroni. C’è anche un tortora tendente al marrone, ma per il momento, nell’enorme indecisione mattutina, opto spesso per una base rosa confetto e un marrone tendente al prugna, estremamente matt e velato. (partendo dal basso e da destra: seconda fila ombretti 3° e 4°!)
Non so voi ma i colori shimmer ultimamente proprio non mi piacciono.

melissa_vivienne_westwood_ultragirl_bow_lace_black_gold_vegan_shoes
L’unica cosa luccicosa della quale però non posso fare a meno, è la gomma profumata delle ballerine della linea Anglomania, disegnate da Vivienne Westwood per Melissa.
Oggi ho fatto il bis e ho preso anche quelle nere con il fiocco gold.

melissa_vivienne_westwood_ultragirl_bow_lace_black_gold_vegan_shoes
Questo perchè dopo due settimane con le Melissa ai piedi ho appurato che sono realmente comodissime, anche se, lasciatemelo dire, nei momenti più caldi, il piede comincia un po’ a sudare, inevitabile. Quindi perfette per la primavera, in estate meglio optare per i modelli più aperti.

Sono molto soddisfatta di questi acquisti, ma mi tormenta solo una domanda, quanto durerà il profumo delle scarpette? prima o poi svanirà questo plastic dream?!

Tenere il tempo con le Melissa!

Quest’oggi vi mostro le mie nuove scarpette delle fiabe,
ballerine Vivienne Westwood per Melissa.

Sono delle Jelly Shoes davvero da fata.
Ce ne sono di diversi modelli; io ho scelto una linea sobria, una ballerina di gomma rosa pesca perlato tendente all’oro,  aperta in cima, con un fiocco sfacciato e dorato.

Sembrano davvero comodissime. Ma la cosa più gradevole, e che non ho mai visto prima, è che profumano tantissimo!!

Vivienne Westwood per Melissa

Non avevo mai avuto un paio di Melissa, ed inizialmente ero un po’ scettica per il fatto che d’estate la plastica potesse far sudare troppo il piede e dare fastidio … ma invece sono comodissime, e c’è chi può assolutamente confermarlo, AmberHella, con la sua collezione!

ballerine Melissa

ballerine Melissa

Il sito ufficiale del plastic dream ^_^

Nel titolo del post ho parlato di tenere il tempo …
Si, perchè in questi giorni non faccio altro che ascoltare il nuovo album dei Verdena, dal titolo WOW!

Verdena WOW

Un capolavoro, non ci sono parole. Ricercatissimi i suoni, Vintage le atmosfere. Mi piace davvero molto. Apprezzo la loro evoluzione. Certi brani ti trasmettono calma, altri un’energia enorme.
Si può solo dire WOW!

la mia preferita: Miglioramento


e altre … (nell’album 2 cd con rispettivamente 13 e 14 brani)

Più info nel loro sito ufficiale.

 

23/03/2011
Qualche lettore è arrivato al mio post cercando informazioni su “come pulire le melissa di vivienne westwood”.
Ho visto che in rete non se ne parla molto, e allora ho pensato di riaprire uno spazio su questo post.

C’è chi sconsiglia di lavarle in lavatrice per via della temperatura che può incidere sulla gomma.
Personalmente le laverei con acqua fredda, a mano in una bacinella con spugna e detersivo, ma forse qualcuna di voi che ha più esperienza con le Melissas può darci info più utili!